
L'ANISA DI VERONA IN COLLABORAZIONE CON IL VRRC
Centro Ricerca Restauro Virtuale
mette a disposizione degli enti di formazione, dei docenti delle scuole medie inferiori e superiori
Il LABORATORIO : "Davanti all'opera d'arte"
Seminari:
"Pagine di critica d'arte" a cura del Prof. Gian Luigi Verzellesi
"Lettura dell'opera d'arte" a cura della Prof.ssa Nadia Scardeoni
" Sperimentazioni di tecniche multimediali" :
come costruire una lezione partecipata in powerpoint -
come produrre un video didattico
materiali
http://virtualrestoration.blog.dada.net/
info: +393472542819
Gian Luigi VERZELLESI
In Arte per Arte
Arte, Sublime Consolazione
Sull'arte sacra
Le qualità durative della Sartorari
Brandi, la teoria e la critica dell'arte
La Pelle di San Bartolomeo
L'Apologo del Canarino
Antisculture di Liquirizia
Le regole per capire l’arte
La lezione di Cézanne
L'informe persiste nel percorso dell'arte moderna
In Pagine di Critica d'Arte
Citazione da Matilde Sartorari, il felice rigore del quotidiano
NADIA SCARDEONI
Ideareinnovare
Opera multimediale : ANNUNZIATA di Antonello da Messina
Arte per Arte
BTA
http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/metodologia_del_restauro_virtuale.htm
CNR Workshop:
Multi-quality Approach to Cultural Heritage - 14/11/2006 - 15/11/2006
http://restaurovirtuale.splinder.com/
http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/virtual_restoration.htm
L'apologo del canarino e l'arguzia di Saul Steinberg
di
Gian Luigi VERZELLESI
«Nelle miniere di carbone - scrive Gore Vidal, romanziere e saggista statunitense - i minatori portano spesso con sé un canarino.
Lo mettono nel pozzo e quello canta. Se per caso smette di cantare, per i minatori è il momento di uscire: l'aria è velenosa.Per me - conclude Vidal - noi scrittori siamo dei canarini».
Questa breve parabola non si attaglia soltanto agli scrittori ma anche agli artisti, che somigliano ai minatori se cercano di portare alla luce ciò che vive nel profondo del loro animo e anela a manifestarsi in figure comprensibili, e apprezzabili, non meno delle parole più veritiere degli
scrittori. Se invece non ricorrono a un «canarino» (che li salvaguardi col suo canto rassicurante), rischiano di non accorgersi che «l'aria è velenosa». E allora corrono il pericolo di restare prigionieri del pozzo, là in fondo, nel buio della miniera, dove continuano a lavorare.
- Ma come possono prevedere che da quel sottosuolo inquinato, tra poco, non
uscirà più un palpito di luce?
La domanda si ripropone di continuo a chi consideri attentamente la condizione dell'artista post-moderno, assai simile a quella del minatore che, sprofondato nei cunicoli d'una miniera, estrae fantasmi scaturiti dall'immaginario dell'angoscia o dall'intento di attrarre l'attenzione del
pubblico, frastornato, sulle più sensazionali esibizioni di stranezze di marca tecnologica. Di fronte a questo sconcertante panorama, oggi la critica, ridotta al lumicino, svolge un ruolo sempre più fievole,
propiziatorio, meglio se encomiastico. Ben diverso comunque da quello assunto da Jean Starobinski nel delineare magistralmente il Ritratto dell'artista da saltimbanco (ed. Bollati e Boringhieri) nell'intento, riuscitissimo, di caratterizzare le doti dell' artista- clown che ricorre a varie maschere per rivelare se stesso dando forma alla sua ansia di perfezione e al suo narcisismo, all'insaziabile brama di successo e alla profonda malinconia che l'accompagna.
Nell'esemplare saggio di Starobinski, l'occhio critico si apre sulle opere di artisti come Rouault, Ensor, Daumier, Redon, Picasso. E si sofferma in particolare su Baudelaire, che, con quel suo estro geniale, «ha attribuito all'artista, nei panni del buffone e del saltimbanco, la contraddittoria vocazione dello slancio e della caduta, dell'altitudine e dell'abisso». Ma nei dipinti dei maestri di cui parla Starobinski, la figura del clown risulta sfaccettata e polivalente pur coincidendo sempre con quella
«dell'intruso che si impone o che viene espulso» o ridotto ai margini di «una società organicamente strutturata», ben diversa dalla frenetica società tecnoscientifica odierna, nella quale la presenza del clown è ormai relegata sotto la tenda del circo e non compare più sulle tele. Oggi, precisa Starobinski, alla fine del saggio, anche in arte, «non ci sono più limiti, dunque non c'è più infrazione».
Gli artisti si formano in accademie in cui lo sradicamento dalle tradizioni (in contrasto netto con la saggia tesi di Simon Weil) è accolto come un toccasana. Il mercato internazionale regola tutto: accoglie ogni specie di prodotto, purché sia «testato». Le istituzioni vigenti non avversano ma
proteggono, sponsorizzano anche le rassegne più effimere e caotiche.
- E il «canarino», di cui parla l'apologo di Vidal, che fine ha fatto?
Forse canta ancora, nella gabbietta degli artisti che procedono controcorrente e resistono all'andazzo.
Ma il suo canto è quasi impercepibile, sopraffatto dal ritmico frastuono, visualizzato con arguzia nella vignetta di Saul Steinberg , in cui spicca una processione di barbe solenni e stereotipate che passa
davanti all'edificio dell' Accademia dell' Avanguardia , vittoriosa e trionfante.
from : www.larena.it
http://www.bta.it/txt/a0/04/bta00412.html
Sollevare un velo sull'appropriazione indebita dell'arte, attraverso la ricognizione immaginaria del pensiero di un "honorabilis magister", ci porta fatalmente in un comune itinerario verso i luoghi del sacro.Nell'arte, come nella vita, molti si cimentano a fare, dire, travisare, fuorviare ma ... pochi sanno realmente "andare" oltre il visibile ... Eppure niente è più "comunicante" di questa capacità dell'uomo di potersi astrarre dalla sua natura sensibile per comporsi nel silenzio della sua veste spirituale e quindi farsi ... luogo del sacro....
GIAN LUIGI VERZELLESI